4 motivi per mangiare la pasta di Senatore Cappelli
Tutte le ragioni che ti convinceranno a scegliere questo straordinario grano duro antico.
Secondo i dati Ismea, quest'anno le vendite di pasta sono calate del 3%. Salgono però quelle di pasta realizzata con grano italiano e si impennano quelle della pasta di Senatore Cappelli. Come mai il pubblico ha espresso una preferenza così netta? Noi abbiamo trovato almeno 7 motivi per mangiare la pasta realizzata con questo grano duro antico.
1. È il trionfo dell'italianità
Il prodotto principe dell'alimentazione tricolore, la pasta, non può che richiedere un grano italiano. E il Senatore Cappelli è un grano ampiamente coltivato in Italia, che a partire dalla battaglia del grano degli anni 20 e 30 fino agli anni 60 è stato il grano duro più diffuso nel nostro Paese prima di essere soppiantato da grani più moderni e rischiare quasi di scomparire. Nel 1996 ne venivano prodotti solo 10 mila kg all'anno, nel 2017 abbiamo toccato i 2,5 milioni di kg. Le regioni in cui è più coltivato sono la Puglia e la Basilicata, ma è un grano che si adatta bene anche a nelle regioni del Centro Italia.
Non solo, ma il Senatore Cappelli è nato in Italia. I più esperti obietteranno che deriva da una varietà tunisina, ma poco importa: lo ha "inventato" ad inizio Novecento il geniale agronomo Nazareno Strampelli incrociando quella e altre varietà per unirne i tratti migliori. E ha creato un prodotto straordinario.
2. È fatta con un grano antico
Nonostante sia molto giovane (il centenario è stato festeggiato nel 2015), il Senatore Cappelli è a tutti gli effetti un grano antico. Questo perché è stato selezionato prima che venissero introdotte le moderne lavorazioni industriali, quando le produzioni erano ancora per lo più semplici e artigianali. Oggi la necessità di produrre velocemente e il più possibile ha stravolto il modo di lavorare il grano e favorito la diffusione di grani più bassi, più proteici e con più glutine. Il Senatore Cappelli resta invece un grano come quelli di una volta, a spiga alta, con radici profonde, ideale per essere coltivato biologicamente perché non sopporta di essere concimato troppo (tende a crescere in altezza e spezzarsi).

3. Ha proprietà migliori
L'argomento è delicato perché la comunità scientifica non si è ancora messa del tutto d'accordo sul fatto che i grani antichi siano superiori per proprietà nutrizionali a quelli moderni. C'è il sospetto che molti studi siano orientati dai finanziamenti delle multinazionali. Enzo Spisni, docente di fisiologia della nutrizione a Bologna, lo ha dichiarato senza mezzi termini: "Di tanto in tanto escono delle pubblicazioni sponsorizzate dalle multinazionali sementiere con analisi fasulle". Tuttavia restano molti e solidi gli studi che dimostrano una maggio presenza di flavonoidi e antiossidanti nei grani antichi, proprietà antinfiammatorie e perfino la capacità di ridurre il colesterolo. Per non parlare della digeribilità e della riduzione delle infiammazioni intestinali definite come intolleranze al glutine, come hanno detto diversi ricercatori.
Il medico ed epidemiologo Franco Berrino e il medico e scienziato Luigi Fontana nel libro La grande via hanno scritto:
"Alcuni lavori scientifici suggeriscono che la sostituzione dei grani moderni con quelli antichi potrebbe esercitare azioni benefiche sulla colesterolemia, sullo stato infiammatorio, sul danno ossidativo delle membrane cellulari e sulla funzionalità intestinale".
4. È più buona
Motivo che anche preso da solo potrebbe valere l'acquisto. L'abitudine del nostro palato alle farine raffinate di grani moderni ci ha fatto dimenticare il gusto del grano. La scelta dei grani antichi, ancor più se integrali o semintegrali, ci ricorda che i grani hanno una personalità, dei profumi intensi e un sapore ricco. Il gusto Senatore Cappelli è aromatico e persistente, anche dopo aver finito di masticare e aver deglutito la pasta il suo sapore resterà nella bocca come un'eco. Per definirlo si dice spesso che ricorda una fetta di pane cotto a legna.

