Ignorer et passer au contenu

Glifosato e rischio tumori: un nuovo studio italiano fa chiarezza

Glifosato e rischio tumori: un nuovo studio italiano fa chiarezza

Praticamente tutti ne abbiamo una piccola quantità in corpo, assunta attraverso il cibo. Un nuovo studio indipendente italiano dell’Istituto Ramazzini torna ad accendere i riflettori sul glifosato e sul rischio tumori.

In breve · punti chiave
  • Il glifosato è l’erbicida più diffuso al mondo; con la tecnica preharvest può finire nel grano.
  • In Italia il preharvest non si usa (si semina in autunno, si raccoglie in estate): riguarda soprattutto il grano estero.
  • Il nuovo studio dell’Istituto Ramazzini (giugno 2025) rileva aumenti dose-dipendenti di tumori anche a dosi entro i limiti di legge.

La notizia, qualche anno fa, del sequestro di 50 mila tonnellate di grano canadese al porto di Bari ci ha obbligati a una domanda: che cosa sappiamo del glifosato? I coltivatori italiani puntano il dito su due caratteristiche del grano estero: la presenza di micotossine e di glifosato, l’erbicida più diffuso al mondo.

Che cos’è il glifosato

È l’erbicida (o diserbante) più diffuso al mondo, alla base del prodotto Roundup brevettato da Monsanto per i campi seminati con OGM. Scaduto il brevetto, oggi è venduto e utilizzato ovunque.

La tecnica preharvest

Oltre a uccidere le erbacce, il glifosato è usato nella tecnica preharvest («prima del raccolto»): si irrorano i campi di grano già maturo per far seccare le piante e trebbiarle più velocemente — per questo è noto come «seccatutto». Questa tecnica non è usata in Italia, dove si semina in autunno e si raccoglie in estate, ma è comune in Canada, dove il clima obbliga a seminare in primavera e raccogliere in autunno.

Il glifosato fa male?

Sul punto c’è stato a lungo uno scontro tra la IARC (Centro internazionale per la ricerca sul cancro), che nel 2015 lo ha classificato come probabile cancerogeno per l’uomo, e l’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare), che non aveva ravvisato rischi significativi. Va ricordato che, storicamente, le sostanze giudicate dalla IARC «potenzialmente cancerogene» si sono nel tempo spesso rivelate cancerogene accertate.

Quanto glifosato «mangiamo»?

Diverse indagini ne hanno trovato tracce in un’altissima quota di campioni di urina (in test su donne in gravidanza, bambini ed europarlamentari). Si può trovare in tutti i prodotti a base di grano — corn flakes, farine, biscotti, fette biscottate, pasta — in particolare nella pasta industriale che usa molto grano trattato in preharvest. I valori riscontrati restano, va detto, sotto i limiti di legge.

Il nuovo studio dell’Istituto Ramazzini

Una ricerca indipendente italiana pubblicata il 10 giugno 2025 sulla rivista Environmental Health, firmata dal Centro di Ricerca sul Cancro dell’Istituto Ramazzini di Bologna e coordinata dalla dottoressa Fiorella Belpoggi, torna sul tema. Il progetto — il Global Glyphosate Study — ha seguito per due anni un vasto campione di ratti esposti fin dalla gestazione a dosi crescenti di glifosato e di due formulazioni commerciali (Roundup Bioflow e RangerPro), in quantità entro i limiti di legge UE.

I risultati: anche a basse dosi, aumenti significativi e dose-dipendenti di tumori maligni e benigni in più organi (sangue, fegato, tiroide, reni, sistema nervoso, ovaie, ghiandole endocrine). Alcune forme sono particolarmente rare nei ratti, il che rende l’evidenza ancora più rilevante. È uno dei pochi studi ad aver valutato gli effetti su un arco di vita completo, con metodologie trasparenti e indipendenti.

«È il frutto di oltre dieci anni di lavoro, fondato su passione, rigore scientifico e indipendenza. Il nostro obiettivo è sempre stato fornire risposte certe ai dubbi legittimi della collettività.» — F. Belpoggi

Come possiamo evitarlo?

Dato che il glifosato non è vietato e non esiste ancora l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza del grano, l’arma principale del consumatore è scegliere prodotti biologici. Se accanto al logo biologico europeo trovi l’indicazione «Agricoltura Italia», hai la garanzia di una materia prima bio e italiana, dove il preharvest non si usa. Le informazioni hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere di un medico.

Approfondimento

Lo studio completo dell’Istituto Ramazzini è consultabile sulla rivista Environmental Health: leggi la pubblicazione ufficiale.

Grano biologico e italiano, senza preharvest

La nostra filiera è biologica, tracciata e italiana: pasta e farine da grano coltivato senza glifosato né diserbo preharvest.

Scopri AmoreTerra
AmoreTerra

AmoreTerra Ricette e prodotti dalla nostra filiera biologica

DAI UNO SGUARDO AGLI ALTRI CONTENUTI ED ARTICOLI

La filiera

Trasparenza, qualità e territorio: entra nella filiera AmoreTerra.

ricette

Ricette di stagione, ispirazioni e piccoli trucchi per cucinare meglio.

CONSIGLI DI BENESSERE

Benessere quotidiano, rimedi naturali e buone abitudini.

ALIMENTAZIONE

Approfondimenti e scelte consapevoli per mangiare bene, senza estremismi per nutrire corpo e mente.

Proponi un contenuto per il Magazine AmoreTerra

Ci piace dare spazio a contenuti di valore, utili e coerenti con i principi di AmoreTerra.

Accogliamo con piacere proposte di ricette, ma anche contributi professionali su benessere, alimentazione e sport.

Se sei un/una nutrizionista, medico, professionista del benessere, coach sportivo, blogger o autore di contenuti, raccontaci l’argomento che vorresti trattare e inviaci un breve riassunto: il nostro team valuterà la proposta e, se ritenuta idonea, ti ricontatterà per condividere linee guida, parametri editoriali e modalità di pubblicazione.

Le proposte vengono selezionate e non garantiscono la pubblicazione.

Back to top
Privacy Policy Cookie Policy Termini e Condizioni